Filastrocche delle cose
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Filastrocche delle cose

Filastrocca della lana
Filastrocca della lana salta e gracida la rana vola e trilla l’uccellino corre e abbaia il cagnolino, tesse tesse il buon ragnetto la sua tela nel buchetto va sul fiore la farfalla l'anatroccolo sta a galla. Filastrocca della lana la matassa si dipana.
Filastrocca della lana la matassa si dipana il gomitolo si fa, guai se il gatto la vedrà verrà fuori un quarantotto ed il filo sarà rotto; gioca e salta il bel gattino mentre il bimbo gli è vicino. Filastrocca della lana la matassa si dipana.
Filastrocca lenta lenta il bambino si addormenta dolcemente, piano piano con il filo stretto in mano.

La vela
Tela, tela, la lunga tela, se l’avessi farei una vela, se si rompe faremo un nodo, stretto stretto a questo modo.
Bella vela, la vela bianca che sul mare non sei mai stanca, vieni a noi, è mezzogiorno, le campane fan festa intorno.

Tulerilerì, tulerilerà
Tulerilerì, tulerilerà martin ben vestirà. Con tre dita di percallè feci un abito da ballo.
Ne rimase un pezzettin feci fare un vestitin; ne rimase un bocconcin feci fare un cravattin.
Tulerilerì, tulerilerà maritin ben vestirà.
Tulerilerì, tulerilerà maritin ben calzerà. Con un guscio di nocciole feci scarpe con le suole. Ne rimase un pezzettin feci far gli stivalin; ne rimase un bocconcin feci far gli zoccolin.
Tulerilerì, tulerilerà maritin ben calzerà.

La matita rossa
Una matita rossa voleva disegnare, su un foglio piccolo disegnò un bambino, dietro lo stesso foglio disegnò un topolino.
Però per disegnare il gatto della zia non c’era spazio sulla scrivania, e sull’armadio che era più grande disegnò un grandissimo elefante.
Poi, per finire, proprio lì sul muro disegnò un fantastico canguro. La mamma, però, non era contenta di quella matita turbolenta!

Il semaforo
Alto là! Bambino mio, perché rosso sono io; quando giallo mi vedrai per un pò ti fermerai. Quando verde al fin sarò io passar ti lascerò.

450 bottoni
450 bottoni tutti in fila come marmittoni stavan chiusi ma senza moschetto sotto il banco di un grande cassetto.
Entra un tizio che vuole i bottoni e li vuole quadrati e marroni la merciaia apre il grande cassetto glieli conta e ne fa un bel pacchetto.
E lui cuciva i bottoni e li cuciva su camicie e pantaloni e li cuciva anche sui gilè e sulle giacche di lamè.
450 bottoni tutti insieme felici ed allegroni sulle nuove divise fiammanti della banda di Borgo dei Santi. Fra trombette flautini e grancassa che allegria che c’è nella piassa fra trombette flautini e tromboni 450 bottoni.

Un seme
C’è un seme nella terra, c’è un fiore nella serra, c’è un fungo nel boschetto, c’è un nido sotto il tetto, c’è un mare tutto blu i disegni falli tu!

Il bavaglino
Quando è ora di mangiare ecco, bimbo, che hai da fare. Prima lava le manine, il faccio sporco e infine senza fretta, di alla mamma che ti metta intorno al collo il bavaglino così non sporchi il maglioncino. Fino a quando avrai finito resterai tutto pulito.

Il chiodo
Per un chiocio che mancava perse un ferro il buon destrier. E per ferro che mancava cadde insieme al cavalier!
Per mancanza di cavallo l’infelice messagger dal nemico fu raggiunto e morì per il dover!
Ma il messaggio fu carpito e la guerra, in tale modo, fu perduta per un chiodo!

In cantina c’è il buon vino
In cantina c’è il buon vino invecchiato dentro il tino. Una stella in mezzo al cielo ed un fiore sullo stelo.
Un bambino pesca pesca, ma che pesca? L’acqua fresca.
Sopra il mare c’è una vela e sul tavolo la mela.
La mia voce va lontana e mi chiamano campana
Fa la tela il grosso ragno e le oche fanno il bagno.

Il pupazzo pizzo pazzo
Mamma, mamma, me lo compri quel pupazzo pizzo pazzo con la testa che fa così?
Si, la mamma te lo compra quel pupazzo pizzo pazzo con la testa che fa così.
Negoziante, quanto costa quel pupazzo pizzo pazzo con la testa che fa così?
Dieci lire! Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci.

La scarpina scherzosa
C’era una volta una scarpina scherzosa!
Quando il bimbo si alzava al mattino si nascondeva sotto al cuscino.
Quando era ora di far la pappa correva in bagno a far la cacca.
Oh che ridicola! Oh che buffona! Quella stranissima scarpina scherzosa!

Lo scatolone
C’era una volta un vecchio scatolone. L’Elisabetta lo usò come casetta, la Marina lo usò come macchinina, il Raffaello lo usò come battello e la Carola l’ha usato come una tavola.
Chi l’avrebbe mai cletto che un vecchio scatolone avrebbe accontentato così tante persone?

Il colore rosso
E' rosso il rubino, rosso il pesciolino; è rossa la cresta del gallo, la collana di corallo, la brace del fornello, la torre del castello.
Sono rosse le tegole del tetto e il vestito di Cappuccetto, il papavero sul bordo del fosso, il semaforo acceso sul rosso.

Il treno
Ciuf ciuf, passa il treno, io che sono in bici devo usare il freno.
Corre sulle rotaie, fischia e sembra un bruco, io che sono fermo agito le mani e lo saluto.

Ecco il treno
Ecco il treno lungo lungo che percorre la città lo vedete, lo sentite ecco il treno, eccolo qua.

Bambolina
La piccola bambolina piace tanto a Sabrina.
La veste, l’abraccia le accarezza la faccia.
Di giorno la porta a spasso e quando è stanca si ferma su un masso.
Lì le canta una ninna nanna, la tiene in braccio e si sente una mamma.

lI pallone
Il pallone grosso e tondo sembra proprio un mappamondo. Si fa dare spinte e calci per poter tutti allietarci.
Quando arriva nella rete i tifosi urlano: “Correte, vogliamo un’altra volta il pallone in rete!” E gridando a perdifiato decidono di vincere il campionato!

Il lettino
Come è bello il mio lettino di legno chiaro e aspetto carino; io li dentro dormo, sogno, gioco sfoglio dei libri e a poco a poco conosco il mondo quanto è bello e tondo.

La casa
La mia casa è piccolina ma a me sembra tanto bellina. Ha due belle finestrelle, un balcone con tante mattonelle, una cucina piena di luce e un corridoio che conduce a due stanzette veramente graziosette.

La trombetta
Uno due tre la trombetta sveglia il re sveglia il re perché vada alla guerra coi soldati che dormono per terra.

La pianta
Un grande ficus, acquistato da poco, andò a stare da un signore piuttosto roco, fumava cento sigari durante la giornata, lo stava trasformando in... pancetta affumicata!
Apriva le finestre soltanto al venerdì, ma sarebbe stato meglio farlo tutti i dì; pensate al povero ficus, era davvero disperato, tutto sperava, ma non di finire asfissiato.

Il ferro da stiro
"Oggi sono stanco, non voglio più stirare”, diceva il ferro caldo sognando un temporale.
“Fà veramente caldo mi butterò in piscina per star proprio bene staccherà prima la spina”.
Con l’elettricità sarà meglio non giocare, mamma e papa mica voglio lasciare.

Il comò
Il mio comò è di origine francese, l'ho trovato una domenica a Porta Portese, avevo appena fatto il pieno di sangiovese forse ero un poco brillo, ma non certo scortese.
Ero troppo lontano mi sono avvicinato lo sguardo un pò da triglia, gli ho baciato una maniglia, poi l’ho anche abbracciato, non so perché, ma mi hanno arrestato.
lo che credo nel destino son tornato là perciò, c’era il sole quel mattino e ho comprato il bel comò.

Il pennello
"Che brutti colori mi dai oggi pittore”, diceva il pennello bagnato cia ore.
“Metti allegria in questa tela, usa un pò di rosso per questa bella mela; se nello sfondo metterai un pò di giallo ti sentirai diverso, forse anche un gallo.
Il rosa alla cornice dovresti proprio dare e l’azzurro per magia ti porterà al mare”.

La scopa ballerina
La filastrocca della scopa ballerina comincia ogni giorno fin dalla mattina quando la padrona accende la radio, balla e canta come allo stadio.
Se proprio quel giorno è di umore nero si mette a cantare “Va’ pensiero” se invece è alle stelle, si sente regina non c’è niente di meglio che ascoltare Mina.
Quando arriva sera si sente un pò stravolta la botta finale gliela dà John Travolta, ma poi si addormenta sperando di sognare di diventare Miss e di andare a ballare.

La scavatrice
La scavatrice gialla fa tanto rumore è grossa, strana, lunga e sembra un trattore. Lavora a più non posso e mi mette tanta gioia addosso.




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