Filastrocche dei mesi
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Filastrocche dei mesi

I 12 mesi dell’anno
Gennaio mette ai monti la parrucca.
Febbraio grandi e piccoli imbacucca.
Marzo libera il sol di prigionia.
Aprile di bei colori orna la via.
Maggio vive tra musiche di uccelli.
Giugno vede i frutti appesi ai ramoscelli.
Luglio falcia la messe al solleone.
Agosto avaro al sicuro le ripone.
Settembre i dolci grappoli rubina.
Ottobre di vendemmia riempie la tina.
Novembre ammucchia aride foglie in terra.
Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

I giorni dei mesi
Trenta giorni ha novembre con april giugno e settembre. Di ventotto ce n’è uno, tutti gli altri ne han trentuno.

I mesi
Gennaio freddoloso
febbraio spiritoso
marzo pazzerello
aprile mite e bello
maggio sognatore
giugno cantatore
luglio nuotatore
agosto gran signore
settembre grappolaio
ottobre castagnaio
novembre triste e stanco
dicembre tutto bianco.

I 12 fratelli
Gennaio stizzoso,
febbraio nebbioso,
marzo ventoso,
aprile intiepidito,
maggio fiorito,
giugno dorato,
luglio accaldato,
agosto ai monti e al mare,
settembre con l’uva da mangiare,
ottobre con le castagne da cucinare,
novembre con tanta pioggerela,
dicembre con la neve bella.

L'anno
Io sono il padre di dodici figli tutti quanti sono mortali;
vesto di rose, di fronde e di gigli, io sono il padre di dodici figli.
Non ce n’è uno all’altro uguale: scema la notte e sale il dì, poi scema il giorno e la notte sale; il mondo è sempre fatto così.

Gennaio
Io son Gennaio nel canto del foco, giro l'arrosto e fo veglia nel gioco per la delizia di questi signori e sono scritto tra i mesi migliori.
Porto befana con neve e con vento, con Sant’Agnese e il beato Vincenzo, poi i Santi vengono Antonio e Bastiano, Paolo dei segni che avverte il villano.

Febbraio 1
Febbraio, febbraietto corto, corto e maledetto

Febbraio 2
lo son Febbraio che porto il sereno, che rompo il gelo e la terra rimeno e non guardare se zoppo cammino: c’è Carnevale e il bel tempo vicino.
Santa Maria ai due Purificata dice se resta o finì la vernata; ai ventiquattro vi porto Mattia, non son bisesto e ai ventotto vo via.

Marzo 1
lo sono Marzo che vengo col vento col sole e l’acqua e nessuno contento; vo pellegrino in digiuno e preghiera cercando invano la Primavera.
Di grandi Santi m’adorno e mi glorio: Tommaso il sette, e poi il grande Gregorio; con Benedetto la rondin tornata saluta e canta la Santa Annunziata.

Marzo 2
Marzo pazzo, pazzerello guarda il sole e prendi l'ombrello

Aprile 1
Io sono Aprile ridente e gentile: vesto le piante e le faccio fiorire, giovani e vecchi fo rallegrare rane e uccelli faccio cantare.
Porto il cuculo e un verde origliere e del dormire la voglia e il piacere; il ventitré San Giorgio e le spighe; il venticinque San Marco e la vite.

Aprile 2
lo sono Aprile e sono il più getitile, tutti gli alberi li faccio fiorire, tutti gli uccelli li faccio cantare, giovani e vecchi faccio rallegrare.

Maggio 1
lo sono Maggio e sono il più bello, di rose e fiori mi adorno il cappello, e mi vagheggio fra tanto onore, fra gli altri mesi sono il migliore.

Maggio 2
lo sono Maggio, di tutti il più bello di rose e fiori mi adorno il cappello, caccio le noie e porto l’amore: di tutti i mesi son detto il migliore.
Reco le piogge di San Bernardino, uccelli e api nei fiori di lino; e al venticinque la spiga del grano empie la notte che vien Sant’Urbano.

Giugno 1
Io sono Giugno e mieto il grano, lo mieto alla costa e lo mieto al piano, lo mieto con gran sudore, fra gli altri mesi sono il migliore.

Giugno 2
lo sono Giugno che mieto il grano, io mieto al monte, alla valle e nel piano: e con fatica e con sudore da poverello mi faccio signore.
lo porto lucciole, mosche e cicale e a San Giovanni la notte che sale, San Barnabà e San Vito vien dietro e ai ventinove San Paolo e San Pietro.

Luglio 1
Nel mese di Luglio tutto il caldo scende in Puglia, canta il grillo, canta la quaglia, tutte le erbe diventano paglia.

Luglio 2
lo sono Luglio che aspetta il villano, che vuol trebbiare e rimettere il grano: porto col sole il vaglio e il forcone, e per spulare, il vento Aquilone.
E porto il caldo del Solleone, la zucca al porco, al ghiotto il melone e il grande fuoco che Cirillo mena spengon Sant’Anna e la Maddalena.

Agosto 1
lo sono Agosto e sono il più galante, asciugo i fossi e taglio le piante: se non avessi già il campo vangato sarei da tutti poltrone chiamato.
Porto le more e le notti belle, a San Lorenzo il pianto di stelle e per l’Assunta piccioni arrosto, perdo la rondine il dì di San Rocco.

Agosto 2
Io sono Agosto e acconcio le botti, giovani e vecchie le acconcio tutte, a loro levo tutto il fortore, fra gli altri mesi sono il migliore.

Settembre 1
Io sono settembre e sono il più cortese, a questi villani faccio le spese, porto uva, fichi e meloni fra gli altri mesi sono il migliore.

Settembre 2
Io sono Settembre, il mese cortese, ai poverelli rifaccio le spese; bagno le botti, porto le miele, i fichi l'uva ed ogni piacere.
Io porto chiacchiere alle lunghe veglie, di starne e lodole empio le teglie; onoro l’Angelo Michele e Maria e parto il giorno di Santa Sofia.

Ottobre 1
lo sono Ottobre e semino il grano, semino la costa e semino il piano, e semino per questi signori, fra gli altri mesi sono il migliore.

Ottobre 2
Io Sono Ottobre che faccio il vino, vendemmio l’uva e la pesto nel tino, porto castagne e tordi al villano, ripongo il rospo sotto il pantano.
Ecco Teresa che porta le vanghe, scuote Crispino col vento le ghiande, San Luca semina e Santo Simone coglie la nespola e bacchia il marrone.

Novembre 1
Io sono Novembre e spacco la legna, e la spacco per questa e per quella, e la spacco per queste signore, fra tanti mesi mi trovo il migliore.

Novembre 2
Io sono Novembre che porta la bruma, spacca la legna ed il giorno consuma ammazzo l'oca, spoglio le fronde, porto acqua ai fossi e la neve al monte.
E piango i Morti finché San Martino riporta il sole e il fiasco del vino; ma Caterina di neve è già bianca e Sant’Andrea mette al fuoco la panca.

Dicembre 1
Io sono quel povero di Dicembre, davanti al fuoco mi scaldo e mi rallegro e mi rivolto, fra gli altri mesi migliore mi porto.

Dicembre 2
Io son Dicembre che Dio vien dal cielo, brucio davanti e dietro son gelo, mangio capponi, capretti e agnelli e sono il peggio dei miei fratelli.
Dell’anno porto la luce più breve, porto la notte più buia e la neve; ma San Nicola ammazza il maiale... poi vien Lucia, San Tommaso e Natale.




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