Filastrocche dei personaggi
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Filastrocche dei personaggi

Cecco Bilecco
Cecco Bilecco monta sullo stecco lo stecco si rompe e Cecco va sul ponte; il ponte rovina e Cecco va in farina; la farina si staccia e Cecco si sculaccia.

C’era una volta
C'era una volta Cecco Rivolta che rivoltava i maccheroni se la fece nei calzoni, la sua mamma lo sgridò, povero Cecco s’ammalò.
S’ammalò di malattia povero Cecco lo portarono via lo portarono all’ospedale, povero Cecco stava male, lo portarono al cimitero povero Cecco era nero, nero.

Cecco Rivolta
C’era una volta Cecco Rivolta, ruzzolò per le scale si ruppe collo e non si fece male, e all’ultimo scalino si ruppe il mignolino.

Cecco Barbuto
Cecco Barbuto suonami l’imbuto suonamelo bene perché mio babbo viene viene da Roma e porta una corona d’oro e d’argento che costa mille e cento cento cinquanta la capretta canta canta anche il gallo risponde la gallina.
Madonna Manichina si affaccia alla finestra con tre ghirlande in testa, passan tre fanti con tre cavalli bianchi: bianca la sella bianco il girasole Gesù ci manda il sole, ce lo manda bello bello fino al fondo dell’inverno.
Bigio Bigillo
Bigio Bigillo, se vuoi la moglie dillo, se non la vuoi prendi la fune e lega i buoi, i buoi e le vitelle e tutte le bimbe belle, le belle e le brutte e poi sposale tutte.

Pinocchietto
Pinocchietto va a palazzo con i libri sotto al braccio la lezione non la sa certo un quattro piglierà.
Con il cinque non si passa con il sei così così, cori il sette ben benino e con l’otto ben benone, con il nove professore con il dieci direttore!


Il nonno del mio nonno
Il nonno del mio nonno, al tempo del codino vivea solo e tranquillo in un quieto paesino.
E forse non avrebbe pensato a una famiglia, se i topi non avessero fatto un gran parapiglia sopra una certa mensola piena di leccornie che riceveva in dono dalle monache zie.
“Perdinci non la duro, ci perdo la pazienza, ci vuole una mugliera che curi la credenza”.
Andò in giro a cercarla. Nella stessa mattina tre fanciulle trovò; scelse la più carina e per non perder tempo, e fare economia, la caricò in carriola e se la portò via.
La carriola si ruppe, la damina cascò, ma non si fece nulla e nulla diventò.

Oh Francesco
Oh Francesco, sei piccino, ma mi sembri tanto grande che Golia, quel gran gigante, è pigmeo accanto a te.

Giovanni, Giovanni
Giovanni, Giovanni che batti le castagne le batti troppo forte fai cader le porte, porte d’argento che valgon mille e cento, cento e cinquanta la gallina canta, lasciala cantare che si vuole maritare. Gli uccelli per la strada e i topi per la via, buona sera signora Maria!

La signora Meneghina
Staccia, staccia la farina la signora Meneghina;
staccia bene, staccia male staccia prima di Natale.
Lava lava le scodelle per mangiar le tagliatelle lava bene, lava male butta l’acqua nel canale.

Tonio Romito
Tonio Romito segava la prata sette insalate mangiava al boccon; olio di sansa pane muffito, questa è la storia di Tonio Romito.

Piero
C'era una Volta Piero si volta, casca la lira Piero si gira, casca una rosa Piero si sposa, casca la scopa Piero s’accoppa!

Giovanettino
Giovanettino, quando tu vai via ricordati di me che qui rimango, e tutti i paesi che tu fai per la via tutti ti diventino di cristallo, tutti ti diventino di seta, alberi d’oro e fronde di moneta.

Cincirinella
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, pan biscotto e mortadella, viva la moglie di Cincirinella.
Cincirinella aveva un podere e tutti i giorni l’andava a vedere. Se gli mancava un tozzo di pane dava la colpa al povero cane; se gli mancava un fuscellino dava la colpa al canarino; se gli mancava una pera spina dava la colpa alla contadina.

Madonna meneghina
Madonna merieghina s’affaccia alla finestra con tre ghirlande in testa.
Passan tre fanti con tre cavalli bianchi. Bianca la sella, bianca la donzella, bianco il girasole Gesù ci manda il sole.

La favola di mastro Intento
La favola dell’oca è bella ma è poca, vuoi che te la conti?
Non bisogna mai dir “sì” perché è la favola di mastro Intento che dura molto tempo e mai non si sbriga; vuoi che te la conti o che te la dica?
Non b’isogna mai dir “dilla” perché è la favola dell’oca bigia perché è la favola dell’oca bianca; vuoi che te la conti o che te la canti?
Ocarina bella bianca col suo collarino in cò, se vuoi che te la canti, te la canterò.

Il cardinale
Qui giace un cardinale che fè più mal che bene, il ben lo fece male, il mal lo fece bene.

Sotto il ponte
Sotto il ponte ci son tre bombe passa il lupo e non le rompe passa il re e ne rompe tre passa la regina e ne rompe una dozzina passa il reggimento e ne rompe cinquecento.

Il calzolaio
lo sono l’ometto che fa il calzolaio seduto al deschetto lavoro e son gaio. Se avete una scarpa ch’è rotta o non va portatela subito, portatela qua.

Il mago zigo zago
Pum, pum, pum, chi è?
Pum, pum, pum, chi è?
“sono il mago zigo zago che con l’ago e con lo spago son venuto ad attaccarvi un bel botton.”
“Fila via brutto mago, lascia stare spago ed ago, getta tutto in fondo al lago vecchio mago brontolon.”
Pum, pum, pum, chi è?
Pum, pum, pum, chi è?
“Son la fata innamorata, la focaccia vi ho portata, l’ho portata per offrirvene un boccon.”
“Tu sei il mago e non la fata, fai la voce innamorata per mangiarci in insalata, col barbon e col vocion.”
Pum, pum, pum, chi è?
Pum, pum, pum, chi è?
“Sono il mago zigo zago, per un anno ho fatto il bravo, grandi e piccoli ho aiutato per davver.”
“Entra pure caro mago, chi fa il bravo è pure bello, ecco il dito per l’anello, dlolce mago del mio cuor.”
Pum, pum, pum, chi è?
Pum, pum, pum, chi è?
“Il maghiiio zizzaghino, che protende le manine, per la gioia di mammina e di papà.”
Oh che bella canzoncina, oh che bella filastrocca, oh che bella famigliola, per i nostri ascoltatori.

Piero il matto
Due, tre e quattro, ha preso moglie Piero il matto.
Piero il matto fa le candele, sua moglie ha dieci tele.
Dieci tele sul balcone, poco pane nel madione, poco vin nel caratello, poco giudizio nel cervello.

La donnina piccina picciò
C’era una volta una donnina piccina piccina piccina picciò che abitava in una casina piccina piccina piccina picciò e aveva una gallina piccina piccina piccina picciò che fece un ovino piccino piccino piccino picciò.
E la domina piccina piccina piccina picciò fece una frittatina piccina piccina piccina picciò. Venne un omone con un barbone e una gran bocca spalancò e la donnina tanto piccina in un boccone tutta mangiò.

I soldati
I soldati che vanno alla guerra mangiano, bevono e dormono in terra. Quando senton il cannon, bum, bam il battaglion.

Il postino e il pollo
Mi scusi, signor postino, lei che è sempre cos’ì carino mi spieghi per favore, e io le crederò sul suo onore, perché a un pollo e alla sua gallina nessuno manda una cartolina?

Maria de Legno
Sono Maria de Legno fatta con ingegno, fatta con arte e viaggio da ‘ste parte.

Bambini in rima
I bambini sono tanto belli giocano a palla e allo sparviero delle loro mamme sono i gioielli e ogni papa va di loro fiero.
Prendon la sabbia e fanno castelli volano in alto i loro piattelli, fanno un sorriso e una carezza al mendicante vestito di pezza.

Pietrolin
Pietrolin, Pietrolin che me l'hai fatta! Ma se da qui ritornerai pelle e ossa ci lascerai.
Tornerò da qui a un mese, con mio utile e tue spese. Tornerò da qui a un anno, con mio utile e tuo danno.

Giovannino
Din, don, campana suona, tutti i bimbi vanno a scuola, Giovannino non ci va perche è piccolo d'eta.

Il direttore
Battiam, battiam le mani arriva il direttore, battiam, battiam le mani all’uomo di valore!




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